tradimenti
L' amore che ...
Kimboy74
24.02.2026 |
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"Poi, Luca la alzò contro il lavandino, le aprì le gambe e la penetrò di slancio, il suo uccello più snello ma veloce che la faceva gemere contro la porta..."
Alessandro non riusciva a dormire. Ogni notte, mentre Katty russava piano accanto a lui, il suo cuore batteva forte per l'amore che provava. Era un uomo semplice, quarant'anni, operaio in fabbrica, con mani callose e un sorriso che illuminava la casa modesta che dividevano da cinque anni. Katty era la sua tutto: i suoi capelli rossi che le incorniciavano il viso da angelo, il corpo formoso con tette piene e un culo sodo che lo faceva impazzire. La scopava con passione ogni volta che poteva, leccandole la figa bagnata fino a farla urlare, e lei gli rispondeva con gemiti che lo facevano sentire l'uomo più fortunato del mondo. Ma ultimamente, qualcosa era cambiato. Katty tornava tardi dal lavoro come segretaria, con un profumo estraneo sulla pelle, e si lavava in fretta prima di baciarlo. 'È solo stanchezza,' diceva, ma Alessandro non era stupido. L'amore lo accecava, ma il dubbio lo rosicchiava.Decise di agire. Prese i risparmi dalla cassetta sotto il letto – quei soldi per le vacanze che non avevano mai fatto – e contattò un investigatore privato. 'Voglio sapere la verità su mia moglie,' disse al telefono, la voce tremante. L'uomo, un tipo burbero di nome Franco, accettò per 500 euro. 'La seguirò per una settimana. Foto, video, tutto.' Alessandro pagò in anticipo, il cuore pesante. 'Ti prego, fa' che sia un errore mio.'
Franco iniziò il giorno dopo. Katty uscì dall'ufficio alle sei, come al solito, ma invece di prendere l'autobus per casa, salì su un'auto nera parcheggiata in un vicolo. L'uomo al volante era alto, atletico, con un ghigno da predatore: Marco, il capo del suo ufficio. Franco li seguì fino a un motel economico in periferia, le luci al neon che sfarfallavano. Si nascose dietro un furgone e attivò la telecamera.
Katty e Marco entrarono nella stanza 12, ridendo. Appena la porta si chiuse, lui la spinse contro il muro, le mani che le afferravano il culo sotto la gonna. 'Finalmente solo,' ringhiò Marco, baciandola con fame. Katty gemette, le gambe che si aprivano mentre lui le strappava le mutandine. 'Scopami forte, amore,' sussurrò lei, la voce che Alessandro non riconosceva più. Marco la girò, facendola piegare sul letto, e le alzò la gonna. Il suo cazzo era già duro, grosso e venoso, e lo strinse contro la figa rasata di Katty, bagnata di eccitazione. Spinse dentro con un colpo secco, facendola urlare di piacere. 'Cazzo, sei sempre così stretta,' grugnì lui, pompando ritmicamente, le palle che sbattevano contro il clitoride di lei.
Franco filmava tutto dalla finestra socchiusa: Katty che si inarcava, le tette che rimbalzavano fuori dal reggiseno slacciato, mentre Marco la inculava senza pietà. Le sue spinte erano violente, il letto che cigolava, e Katty gridava: 'Sì, più forte! Non come quel coglione di mio marito!' Ogni parola era una pugnalata per Alessandro, ma il video catturava ogni dettaglio: il sudore che colava sui loro corpi, il cazzo di Marco che entrava e usciva dalla figa gonfia, lasciando fili di umori. Katty venne per prima, le pareti che si contraevano intorno a lui, e Marco la seguì, schizzandole sborra calda sul culo e sulla schiena. Si accasciarono, ridendo, e parlarono di altri incontri. 'Domani da me,' disse Marco. 'Porta quel vibratore che ti piace.'
Alessandro ricevette il primo rapporto due giorni dopo. Seduto al tavolo della cucina, aprì il file USB con le mani che tremavano. Le immagini lo colpirono come un pugno: sua moglie, la sua Katty, che si faceva scopare da un altro. Leccava il cazzo di Marco con avidità, ingoiandolo fino in gola, mentre lui le teneva i capelli e la chiamava 'puttana mia'. Poi, Marco la mise a cavalcioni, facendola cavalcare il suo uccello duro, le tette che ondeggiavano mentre lei saltava su e giù, la figa che inghiottiva ogni centimetro. Alessandro piangeva, ma il suo cazzo traditore si indurì nei pantaloni. L'amore lo legava a lei, un amore cieco e disperato, ma la gelosia lo consumava. 'Perché?' mormorò, masturbandosi piano mentre guardava il video, immaginando di essere lì, di unirsi a loro o di fermarli.
Franco continuò a seguire. Il terzo giorno, Katty incontrò un altro uomo: un collega più giovane, Luca, in un bar. Bevvero, flirtarono, e finirono nel bagno del locale. Franco scattò foto da una posizione nascosta: Katty in ginocchio, la bocca piena del cazzo di Luca, che le scopava la faccia con spinte rapide. 'Succhialo bene, troia,' le diceva lui, e lei obbediva, la saliva che colava sul mento. Poi, Luca la alzò contro il lavandino, le aprì le gambe e la penetrò di slancio, il suo uccello più snello ma veloce che la faceva gemere contro la porta. Vennero insieme, lui dentro di lei, e Katty tornò a casa con il suo sperma che le colava tra le cosce, fingendo stanchezza per evitare il sesso con Alessandro.
Il rapporto finale arrivò una settimana dopo. Franco bussò alla porta di Alessandro con una busta spessa. 'È peggio di quanto pensassi,' disse. 'Tua moglie ha almeno tre amanti regolari. Vuoi i dettagli?' Alessandro annuì, gli occhi rossi. Dentro c'erano foto, video, trascrizioni. Katty con Marco in un threesome improvvisato: un altro uomo, Paolo, che le leccava la figa mentre Marco le inculava il culo. Katty urlava di piacere, il corpo tremante tra i due cazzi che la riempivano, sborra che le schizzava in faccia e dentro. 'Amore mio,' singhiozzava Alessandro, ma l'amore non svaniva. Era troppo innamorato per lasciarla, troppo ossessionato per ignorare.
Quella sera, quando Katty tornò, Alessandro la aspettò in soggiorno. 'So tutto,' disse piano, mostrando una foto. Lei impallidì, ma invece di negare, si avvicinò, le mani sul suo petto. 'Mi dispiace, ma tu non mi scopi più come loro.' Alessandro la baciò, disperato, e la portò a letto. La spogliò con rabbia e tenerezza, leccandole la figa ancora umida di un altro, e la penetrò con forza, come non aveva mai fatto. 'Sei mia,' grugnì, spingendo dentro di lei mentre piangeva. Katty gemette, sorpresa dal vigore, e venne tra le sue braccia. Ma mentre lui la riempiva di sborra calda, sapeva che nulla era cambiato. L'amore lo teneva prigioniero, e il tradimento era il prezzo da pagare. Pagare l'investigatore era stato inutile: aveva solo aperto una ferita che non si sarebbe mai chiusa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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